Di lui, cosa sapete??

Ma voi sapete tutto di lui? Non vi siete mai fatti alcune domande per curiosità? Inutile dirvi che si, me le sono fatta anche io e molte. Qui ve le svelo……con una bella intervista.

B: Tutti noi allievi e anche chi non lo è, sappiamo che sei cintura nera 3° Dan FEKM-RD di Krav Maga. Lo sappiamo guardandoti in divisa e dalle biografie che si trovano sul tuo sito, in internet ecc. Ma io e forse anche gli altri vogliamo saperne di più……vogliamo sapere come ci sei arrivato.

B: Cosa ti ha avvicinato alle arti marziali e non per esempio al calcio, basket come di solito i bambini fanno?

G: No no a dire la verità ho iniziato con il tennis……avevo 7 anni mi sembra, il mio babbo era appassionato e giocava. Mi iscrisse al corso estivo, ma dopo un mese entrai in casa e tirai la racchetta per terra, urlando che non ci sarei più andato…non c’era feeling tra me e il maestro. Poi seguii un amico di scuola e feci un anno di basket. Ma non era il mio nemmeno quello. Le palle non fanno per me…

B: Come mai proprio il Ju Jitsu?

G: Sono sempre stato attratto dalle arti marziali. Ai tempi alla TV c’era l’uomo tigre, judo boy, il ninja Sasuke e c’era il telefilm Kung Fu. Tutti quelli della mia generazione sono cresciuti a pane e film di Bruce Lee! Una sera d’estate tirai un calcio volante in sala, insieme al calcio volò anche la ciabatta, che finì su 2 bicchieri di cristallo, sbriciolandoli… I miei genitori disperati decisero di iscrivermi in una palestra di arti marziali. Vicino a dove abitava mia nonna ce n’era una, facevano ju jitsu. Andava bene qualsiasi disciplina, l’importante era indossare un judogi!

B: Quanto tempo dedicavi all’allenamento?

G:Ho iniziato che avevo 10 anni, perciò inizialmente mi allenavo 2-3 volte la settimana.Con gli anni e i risultati, mi allenavo tutti i giorni e sotto gara anche due volte al giorno.

B: Non hai praticato solo Ju Jitsu da bambino, cosa ti ha spinto a provare e a fare altro?

G: Le arti marziali per me sono sempre state una visione a 360°. Ero (e sono) affamato di vedere e conoscere qualsiasi disciplina che mi stimolasse. Ho praticato pugilato, Kick Boxing, Semi Contact, Wing Chung, e per molti anni Kick Jitsu. Ho partecipato a stage di Thai Boxe, di Kali filippino, di Jeet Kune Do, di Brazilian Ju Jitsu……Penso che bisogna avere un amplia conoscenza per avere un buon bagaglio marziale.

B: Dopo tutte le discipline che hai praticato è arrivato il Krav Maga. Come?

G: Nel 1998 facevo la formazione istruttori di ju jitsu. Gli allievi venivano a Livorno allenandosi per una settimana e io stavo con loro mattina e pomeriggio insegnandogli il programma tecnico, poi a fine settimana facevano gli esami con il maestro. Conobbi un ragazzo che era sposato con una soldatessa israeliana, e mi parlò del Krav Maga. Lui praticava con lei, che era istruttrice IKMF, e insieme lavorammo su tutto il programma base. Da lì iniziai ad appassionarmi. Successivamente conobbi Philippe Kaddouch, che tenne due seminari a Livorno, Eyal Yanilov a Norcia, poi in svizzera per 15 giorni con Amnon Maor. Nel 2001 contattai Richard Douieb, dopo aver visto una sua video cassetta, dove ne rimasi colpito immediatamente. Organizzai lo stage a Livorno e da li l’ho seguito in tutta Europa.

B: Cosa ti ha fatto cambiare rotta, spingendoti a fare solo Krav Maga?

G: Iniziavo ad essere stanco del ju jitsu, dopo oltre 20 anni gli stimoli iniziavano a scemare. Nel Krav Maga trovai quella voglia di ripartire, vedere cose nuove e la cosa più importante, me lo sentivo addosso. Tecniche veloci, reali, senza tanti fronzoli.

B: Ti sei trasferito lì all’inizio o viaggiavi Parigi-Livorno?

G: Ho sempre viaggiato, dal 2001, anno che ho conosciuto Richard Douieb, vado in Francia 3 volte l’anno. Parigi, Montpellier, ultimamente la Normandia….oltre i vari paesi dove si tengono seminari i europei.

B: Hai trovato dei buoni compagni/amici?

G: Si, con qualcuno è nato un vero rapporto di amicizia anche se ci vediamo solo ai seminari. Con Steve Schmitt, che è il Direttore Tecnico Europeo della federazione e braccio destro di Richard Douieb, è nato un rapporto molto stretto, è venuto per 10 anni 2 volte l’anno a Livorno. Ora ci sentiamo telefonicamente spesso e ci vediamo ai seminari. Ogni volta che viene in Italia per le vacanze con la famiglia cerchiamo sempre di vederci.

B: Hai mai pensato di trasferirti li?

G: No! Sto bene a casa mia!

B: Con chi ti allenavi qua in Italia? Quante volte? Insegnavi già?

G: Quando sono entrato nelle FEKM-RD ero già DTN di un altra Federazione. Perciò avevo già vari gruppi di allievi in Italia. Mi allenavo a Livorno con i miei allievi che avevano i gradi più alti.

B: Mi racconti la tua prima lezione da Istruttore? (come ti sei sentito, com’è andata ecc.)

G: A dire la verità non me lo ricordo bene, perché ho sempre insegnato fin da quando avevo circa 16/17 anni. Mi ricordo solo che quella sera venne la DIGOS in palestra per sapere chi era l’Istruttore che insegnava e mi chiesero i documenti.

B: Ahahaha Perché? Se posso…

G: Ah bo? non ne ho idea! Dissero che era un controllo. Si parla di circa 18 anni fa e il Krav Maga non era ancora conosciuto ed essendo una disciplina israeliana, forse pensavano che fossi un agente segreto…hahahahahahaha

B: Cosa ti piace di più insegnare?

G: Mi piace lavorare sul combattimento, che nel Krav Maga è completo, dove possiamo utilizzare tutti i colpi, ma anche il lavoro corpo a corpo, le varie tecniche contro strangolamenti o prese al corpo.

B: Avrai una tecnica preferita e qualcosa che ti piace un po’ meno, quali sono?

G: Preferite ne ho molte, le difese da armi bianche o da fuoco, le difese da pugni o calci. Quelle che non amo tantissimo sono le difese da coltello da sdraiati a terra.

B: Cosa pensi di Krav Maga e donna?

G: Visti i tempi in cui viviamo, credo che tutte le donne dovrebbero sapersi difendere, avere la sicurezza e la tranquillità di poter andare in giro da sole. Il Krav Maga porta ad avere la preparazione fisica e mentale per potersi difendere da qualsiasi tipo di aggressione. Purtroppo si pensa che facendo Krav Maga, non si lavori sul fisico, non si sviluppino gli addominali, non si dimagrisca. Non c’è nulla di più sbagliato! L’allenamento che facciamo è sia aerobico che anaerobico, perciò lavoriamo molto sulla preparazione fisica. La “zumba” ti sviluppa gli addominali, le gambe….il Krav Maga, gli addominali, le gambe e i pugni!

B: Come si lavora sulla preparazione mentale? Quali esercizi e/o allenamenti vengono eseguiti a tal fine?

G: Il combattimento è la base principale. Nella nostra federazione (FEKM-RD) è il 50% dell’addestramento. Il fondatore del Krav Maga, Imi, era campione slovacco di pugilato e lotta, conosceva il Ju Jitsu, perciò ha creato un sistema basato sul combattimento. E’ inutile conoscere centinaia di tecniche se poi non si combatte. Bisogna abituarsi a colpire e soprattutto ad essere colpiti. Perché se il cervello non è allenato, non è allenato ad avere paura, perciò va in Tilt! Si combatte a contatto pieno, utilizzando tutti i colpi, pugni, gomiti, calci, ginocchia, prese per i capelli, colpi ai genitali, le proiezioni. A terra si può utilizzare tutto, oltre ai colpi anche leve o strangolamenti. Logicamente utilizziamo le protezioni adeguate: guantoni da pugilato (con la possibilità di toglierli per poter afferrare), paradenti, conchiglia e paratibie. L’errore che vediamo spesso è l’utilizzo del casco con la griglia. Indossandolo non ci abituiamo ad essere colpiti e perciò il cervello non è allenato a sentire dolore ed avere paura. Per quanto riguarda le tecniche di difesa, il miglior addestramento è ripetere le tecniche fino alla noia, per far si che siano assimilate dal cervello e diventino automatiche. Uno dei concetti principali del Krav Maga è che la difesa sia immediata e istintiva.

B: A proposito di sapersi difendere…Ti sei mai trovato nella situazione di dover usare il Krav Maga?

G: …. si.

B: Quando ti è stata data la rappresentanza della Federazione Europea in Italia, vedendo le tante scuole/associazioni/federazioni, non hai avuto timore di non riuscire a far capire alla gente l’originalità della disciplina?

G: Sto cercando ancora di farlo capire……purtroppo l’idea del “pago e ho subito il diploma” , in Italia è molto in voga. Noi non siamo così, se lavori ottieni, se non lavori non ottieni. Abbiamo un corso istruttori preciso che dura minimo un anno per ogni livello, dove se non passi l’esame tecnico, quello del combattimento e quello pedagogico, non hai il diploma, e ripeti l’esame. Questa è la FEKM-RD, questi siamo noi in Italia. Non ci sono accordi finanziari o politici!

B: Ora fai Krav Maga a tempo pieno, è diventato il tuo lavoro…questa scelta?

G: Ho lavorato come addetto alla sicurezza nei centri commerciali per molti anni. Non era certamente il mio sogno, quando ho avuto l’opportunità, ho deciso e ho fatto di tutto affinché il Krav Maga diventasse il mio lavoro a tempo pieno.

B: C’è qualcosa che ancora desideri realizzare?

G: Si, che il Krav Maga diventi disciplina ufficiale riconosciuta dal CONI, ma il vero Krav Maga, non quello “farlocco”, ripulendo cosi un po’ la situazione Italiana che è disastrosa….

B: Un consiglio che vorresti dare ai tuoi allievi?

G: Allenatevi, allenatevi, ripetete le tecniche centinaia di volte, combattete, fate si che tutto diventi automatico. L’unico modo perché questo succeda? Allenandosi!

Marzo 2017

KravMaghella

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